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Il "coso"

27
ago 2007
di davide
Caicco, giorno 14: se quando tornerò mi doveste trovare totalmente rincoglionito, o se non dovessi tornare per niente, sappiate che il colpevole è in questa foto. Questo palo orizzontale di metallo, che avrà certamente un nome tutto bello pomposo, aulico e ridicolo al tempo stesso (potrebbe ad esempio chiamarsi gurzo, fruntlo, bosolo, o che so, pannone) è il mio peggior nemico in barca: con lui sto ormai da giorni ingaggiando una dura lotta fatta di capocciate (le mie), e conseguente prolungato rumore metallico (il suo). Finora il bilancio è di due craniate medie e una forte, con quest'ultima a generare una lunga serie di imprecazioni di ogni tipo, e un mal di testa lancinante della durata di un pomeriggio. Mi rivolgo a uno dei tanti lunarossisti della domenica che leggono: ma che è 'sto coso, piazzato proprio ad un'altezza che lo rende invisibile ai miei occhi? E soprattutto: a cosa serve, in una barca che usa solamente il motore e mai le vele? Non si potrebbe direttamente segare?

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Ritorno alla lira

26
ago 2007
di davide
Caicco, giorno 13: a poche ore dal rientro, due parole sulla moneta turca, la lira. Qui l'inflazione ha galoppato per anni, al punto che all'inizio del 2005 lo Stato turco ha deciso di sostituire tutte le lire esistenti con un'altra valuta, la nuova lira, identica alla precedente ma con sei zeri in meno: era infatti diventato paradossale pagare un milione di lire una bottiglietta d'acqua, o arrivare a un miliardo per una buona cena. Presto anche questa nuova lira verrà sostituita, rimpiazzata con l'euro, per essere poi probabilmente rimpianta con nostalgia dai turchi. Euro che è già ampiamente accettato nelle località turistiche, tanto che ci sono persone che riescono a trascorrere più settimane in Turchia (nei villaggi, naturalmente) senza neanche cambiare i soldi.

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Italians

26
ago 2007
di davide
Caicco, giorno 13: in un gruppo che ha al suo interno degli italiani, tradizione vuole che prima o poi ci scappi la spaghettata. Questa è la nostra, in bianco per scelta, e per variare un po' il menu, che qui ogni sera propone almeno un piatto al pomodoro (tipicamente carne, o verdure), molto speziato. Questa pasta era molto buona, il sentimento comune era un bel "ci voleva", sebbene sia uscita fuori un po' scotta, difetto che è stato seguito dal tradizionale dibattito su quale ne fosse la causa: in pole position l'acqua differente da quella italiana, seguita dal fatto che tra il momento di scolare e quello di mettersi a tavola sono passati diversi minuti. Scagionata la materia prima, visto che i pacchi di pasta erano di una nota marca, utilizzatissima anche in Italia.

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La preda

25
ago 2007
di davide
Marmaris, giorno 12: finalmente si scende sulla terra ferma. Ma non a Marmaris, ridente cittadina geograficamente turca e culturalmente (se così si può dire) nordamericana (ospita una base Usa), quanto in un porticciolo a mezz'ora di pulmino da Marmaris stessa. Questo porticciolo, spacciatoci nel tour per "antico porto inglese", in realtà è un attracco con un market e un parcheggio nel quale stazionano dei mafiosetti locali, il cui mestiere è quello di trasportare a Marmaris i turisti che, privi di alternative e con le palle piene dopo giorni di calette, sono costretti ad accettare i loro prezzi atroci e il fatto di essere da loro seguiti ovunque, alla ricerca della stecca da parte di ristoratori compiacenti. Marmaris, dicevamo, è un porto pieno di yacht e discoteche, che di turco ha solamente la Moschea e un hamam, nel quale abbiamo trascorso il pomeriggio, tra saune, bagni turchi e massaggi. La giornata si è conclusa in un ristorante locale, alle prese con questo cefalo da un chilo.

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Caicco, giorno 11: la vita qui procede frenetica come sempre, tra visite a calette, bagnetti e cibo, e oggi, in uno dei rarissimi momenti di ozio della giornata, il nostro caicco è stato abbordato dall'ormai consueto venditore di gelati in barca. Quest'uomo è un genio, basta una barca, un congelatore e dei gelati per avere il mestiere perfetto: si va in mare un'oretta al giorno, si vendono i cornetti algida a 5 lire (3 euro) e i magnum a 6 lire (3 euro e mezzo), e dopo aver fatto il giro dei caicchi, che in questo periodo in tutta la baia saranno almeno 30, la giornata è fatta. Considerato che solo da noi vende una decina di gelati al giorno, se anche gli altri sono su queste medie le cifre diventano più che ragguardevoli. Sarà fattibile anche da noi, tipo in Sardegna? O già esiste da una vita e sono io a non saperlo?

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La navigazione

24
ago 2007
di davide
Caicco, giorno 11: la vita a bordo prosegue in maniera regolarmente ripetitiva, tra calette, pranzetti e cenette. Oggi abbiamo visitato un'isola che ospita la cosiddetta "spiaggia di Cleopatra", una spiaggia lunga non più di 5 metri di sabbia quasi bianca (niente a che vedere con il bianco di certe spiagge della Sardegna, o dei Caraibi). La leggenda narra che Cleopatra avesse fatto portare quella sabbia direttamente dall'Africa. Non sappiamo se questo sia vero, in ogni caso questo minuscolo pezzetto di spiaggia, l'unico in un'isola di soli scogli, è chiuso ai visitatori, perché pare che la sabbia fosse quasi finita, finita nelle boccette di tutti i turisti che nel corso degli anni sono passati di qua.

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Caicco, giorno 10: la navigazione procede bene, qui si mangia, si beve, si ride e si dorme. La giornata trascorre tra colazione, un po' di navigazione, una caletta nella quale fare il bagno, pranzo, pisolino, una caletta nella quale fare il bagno, un po' di navigazione, una caletta nella quale fare l'ultimo bagno e trascorrere la sera, poi cena, un po' di casino dopo cena e poi a dormire. Nella caletta. Oggi tra l'altro abbiamo scoperto che, contrariamente alla nostra aspettativa di toccare un porto diverso ogni giorno, le serate si trascorreranno tutte a bordo tranne una, durante la quale potremo visitare la nostra Terra Promessa: un paesino con due ristoranti e un alimentari. Per le altre sere, invece, sono già pronte le calette. La sintesi perfetta del nostro pensiero è stata raggiunta ieri sera da un nostro compagno di viaggio, tra i più simpatici, romano anche lui, con la seguente frase: "certo che 'sto caicco bello, per carità, tutto perfetto, però ce se fanno du cojoni"...

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Salpati!

22
ago 2007
di davide
Caicco, giorno 10: l'avventura in barca è iniziata. Le premesse sono confortanti: l'equipaggio sembra ben organizzato, la cucina finora è stata buona, e i compagni di viaggio che il destino ci ha voluto regalare sono migliori di quello che ci aspettavamo. Ieri poco prima di salire a bordo abbiamo avuto uno sbandamento: ci siamo improvvisamente resi conto che, dopo esserci abituati alla libertà assoluta e al viaggiare senza impegni né orari, stavamo per salire in reclusione su una barca, dalla quale saremmo scesi dopo una settimana trascorsa praticamente senza mai mettere piede a terra. Il rischio di sentirsi in gabbia era talmente forte che eravamo pronti a riprendere in mano la Lonely Planet e ripartire da soli, rinunciando al caicco. Alla fine, la prospettiva di dover pagare lo stesso tutta la quota, anche senza usufruirne, ci ha convinti a soprassedere.

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Ecco la nostra barca

21
ago 2007
di davide
Bodrum, giorno 9: questa a partire da domattina sarà la nostra casa.

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Bodrum Europa

21
ago 2007
di davide
Bodrum, giorno 9: la realtà va ben oltre l'immaginazione. Leggendo la guida mi aspettavo di trovare una specie di Rimini (e già ero preoccupato), invece ho scoperto di essere rimasto indietro: qui lo stile è quello di Ibiza, o Palma de Maiorca. Bodrum è esattamente l'opposto rispetto a quello che abbiamo visto finora in Turchia: un luogo di mare molto carino e incontaminato, che l'uomo è riuscito a trasformare in una gran caciara. Qui è un pullulare di negozi di ogni genere, prezzi in euro, McDonald's, localini lounge sul mare, agenzie immobiliari che espongono prezzi in sterline, discoteche e turisti europei (inglesi soprattutto, ma anche tanti italiani e spagnoli) in cerca di divertimento. Praticamente per noi, abituati all'educazione e alla cortesia dei nostri padroni di casa a Göreme e Pamukkale, non poteva capitare una sciagura peggiore. Saremo in quest'incubo fino a stasera, per poi partire in barca domattina verso nuovi lidi.

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